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Meditazioni tenute in occasione degli Esercizi Spirituali Parrocchiali

 

 

Esercizi Spirtuali Parrocchiali
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ott 30

Scritto da: host
30/10/2014 07:33 

Esercizi Spirituali Parrocchiali

2014 Giovedì

In cammino con la Vergine per conoscere Gesù

Monteberico e il mistero della Resurrezione”

Canto Madonna Nera

Preghiera

Alla vittima pasquale,

s’innalzi oggi il sacrificio della lode.

L’Agnello ha redento il suo gregge:

Cristo l’innocente,

ha riconciliato i peccatori con il Padre.

Morte e Vita

si sono affrontate in un prodigioso duello.

Il Signore della vita era morto: ora, vivo, trionfa.

“Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?”.

“La tomba di Cristo vivente,

la gloria del Cristo risorto,

gli angeli, suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.

Cristo, mia speranza, è risorto!

Vi precede in Galilea”.

Sì, ne siamo certi: Cristo davvero è risorto dai morti.

Tu, re vittorioso, abbi pietà di noi!

Preghiamo: o Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l’immagine dell’uomo terreno, così per l’azione del tuo Spirito, fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste. Per Cristo nostro Signore.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 19, 23-27

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato - e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: "Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte". E i soldati fecero così.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.

In ascolto della Vergine di Monte Berico

IO VI LIBERERÒ DALLA PESTE

Nei primi decenni del 1400 la peste causava tantissime vittime nel Vicentino. Verso la metà di marzo del 1426 una donna di età avanzata, certa Vincenza Pasini, si recò dal Vescovo di Vicenza per raccontargli che, pochi giorni prima, il 7 marzo, mentre si recava dal marito, che stava lavorando nella sua piccola vigna sul Monte Berico, dove oggi sorge il Santuario, le era apparsa una donna bellissima che le aveva detto: "Non temere, Vincenza. Io sono Maria, la Madre di Cristo morto in Croce per la salvezza del genere umano. Va’ e dì ai Vicentini che innalzino in questo luogo una Chiesa consacrata al mio nome, se vogliono essere liberati dal flagello della peste che li colpisce…".

INCREDULITÀ E TENACIA

Il Vescovo non le credette; come non le credettero i capi della Città, ai quali pure Vincenza si era rivolta. Eppure, per fornire la prova che la Madonna aveva fatto la sua richiesta sul serio, la Veggente spiegò che essa aveva tracciato con un ramo di olivo il perimetro della Chiesa da edificare in suo onore, assicurando che quanti si fossero qui recati nella prima domenica del mese, avrebbero ricevuto grazie abbondanti.

IL GRIDO

Soltanto due anni dopo, il 1 agosto 1428, Vincenza ebbe una seconda visione; e questa volta scese in Città, mettendosi a gridare a gran voce quanto le era accaduto. E la gente – che intanto continuava a morire per la peste – cominciò a crederle: fu così che, il 25 di quel mese, Autorità e popolo decisero di iniziare la costruzione di una primitiva chiesetta, nucleo originario di quello che, con successivi ampliamenti, sarebbe diventato il più bello e importante Santuario mariano del Veneto: della "Madonna di Monte Berico".

IL MANTO DELLA VERGINE

La Basilica-Santuario è ora costituita dall’insieme di due chiese: nell’Altare Maggiore c'è la venera immagine della Madonna (una statua scolpita in marmo nel 1430 cioè a soli due anni dalla seconda apparizione della Vergine Maria) che protegge sotto il suo manto la varia umanità che a lei ricorre.

150 ARCATE COME I GRANI DEL ROSARIO

Dalla Città di Vicenza si può accedere al Monte Berico attraverso una teoria di portici (costruiti nel 1700), formati da 150 arcate: quanti sono i grani del ‘vecchio’ Rosario; e, ogni dieci arcate, da una Cappella nella quale sono dipinti i singoli Misteri del Rosario.

I SERVI DI MARIA

Quasi fin dall’inizio, e precisamente dal 1435, sono custodi del Santuario i frati dell’Ordine dei Servi di Maria. Essi hanno cercato di presentare Maria quale Madre di Misericordia, che assunta in cielo, non ha terminato la sua missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci grazie per la salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a quando non siano condotti nella patria beata!

PER RIFLETTERE

1. Siamo sempre sotto il manto di Maria: all'inizio della "storia" con l'Immacolata, al suo compimento con la vergine Addolorata. Ogni momento della vita, ogni suo mistero è custodito da un mistero della vita di Maria e di Gesù.

2. Gesù, anche sulla croce, nel momento finale non pensa a sé ma alla madre e al discepolo. La grande umanità di Gesù, unisce le nozze della terra a quelle del cielo.

3. Alle nozze di Cana, in quello strano dialogo, pareva di scorgere una sorta di pudore relazionale tra lui e la madre: "che c'è tra me e te o donna". Pudore che sembra quasi mancanza di rispetto quando madre e famigliari lo stanno cercando: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" dirà.

4. Ora, sotto la croce ci è dato di capire:

- chi è Maria? Maria è la donna nuova, la nuova Eva. Nelle nozze dell'umanità dove "non hanno più vino perchè i figli di Adamo hanno perduto il Paradiso", l'Amore e la gioia di cui il vino è segno; un Uomo nuovo, Gesù, e una nuova donna, Maria, daranno vita a una nuova umanità!

- E come nuova Eva (immacolata come lei) sarà la madre di chi vuole porsi, nella libertà, sotto il suo manto. Questo compito le è affidato subito sotto la croce. Quasi a non lasciare soli, nemmeno per un momento, i discepoli.

5. E come Maria, donna e madre, non è presentata con il nome ma con la missione che il Figlio le chiede, così Giovanni, discepolo amato, è presentato con la missione di figlio.

6. Visto con occhi umani, supremo è il distacco di Gesù da sua madre. In quel legame così unico, e forte, sembra uscire per lasciar entrare un "estraneo" e con lui tutti gli uomini non più estranei ma figli dell'unico Padre e dell'unica Madre. È come se dicesse al discepolo di ieri, Giovanni, e di oggi, io e te: "amala come io l'ho amata io! Sappi che sarai amato come sono stato amato io!".

CHIEDIAMOCI:

  • A volte siamo portati a pensare la resurrezione come una realtà lontana, di un tempo che non ci appartiene. Ma forse essa è già presente nel nostro oggi quando gesti di amore puro, gratuito, generoso riescono a vincere la morte. Mi accorgo di essere reso vivo da questi gesti sia quando ne sono oggetto sia quando ne solo soggetto?

  • Nei momenti di prova, di croce, di fatica, riesco a pensare agli altri o mi chiudo in me stesso? Mi apro alla luce che mi può dare la fede, la preghiera o mi lascio andare alla maledizione e alla sfiducia?

  • Giovanni si trova, sotto la croce, immerso in un fiume di bene. Accanto a lui c'è un Gesù che muore e gli affida sua madre. Una madre che piange la morte di un figlio e apre il suo cuore all'adozione di un'altro. Sapere che io sono quel figlio, che io sono l'orfano accolto sotto il manto di Maria quali sentimenti mi fa provare?

Preghiera di esposizione

Ripetiamo tre volte le parole dell'angelo di Fatima:

"Dio mio, io credo, adoro, spero e Vi amo.

Io Vi domando perdono

per coloro che non credono, non adorano,

non sperano, non Vi amano".

Preghiera di adorazione

Eccoci davanti a Gesù eucarestia. Per nutrici nel cammino si è fatto Pane. Per accompagnarci ci ha dato sua Madre.

Ass. Noi ti adoriamo, Signore Gesù.

In ginocchio davanti al Pane della vita vogliamo ringraziare Gesù per il dono della Madre. Obbedendo a suo Figlio, sotto la croce, ha preso ciascuno di noi sotto il suo manto.

Ass. Noi ti adoriamo, Signore Gesù.

Signore Gesù, nostro fratello, salito sulla croce per noi, grazie del dono d'amore che ci hai fatto. Grazie del dono di Tua Madre. A lei vogliamo chiedere la conversione del cuore per noi e per il mondo intero.

Ass. Noi ti adoriamo, Signore Gesù.

Supplica alla Madonna di Monte Berico

O Vergine Santissima,

Madre di Dio e Madre mia Maria,

Ti ringrazio

che ti sei degnata di apparire sul Monte Berico

e ti ringrazio per tutte le grazie

che qui concedi a quanti a Te ricorrono.

Nessuno mai Ti ha pregato invano.

Anch'io a Te ricorro

e Ti supplico per la Passione e Morte di Gesù

e per i Tuoi dolori:

accoglimi, o Madre Pietosa,

sotto il tuo manto, che è manto materno;

concedimi la grazia che il mio cuore ti chiede

e proteggimi da ogni male

e dal peccato che è il male più grande.

Fà, o Maria, Madre mia,

che io goda della tua amorosa protezione

in vita e più ancora in morte

e che venga poi a vederti in cielo

e a ringraziarti e benedirti per sempre.

Madonna di Monte Berico, prega per noi.

Preghiamo

Santa Maria, donna accogliente,

aiutaci ad accogliere la Parola

nell’intimo del cuore.

A capire, cioè, come hai saputo fare tu,

le irruzioni di Dio nella nostra vita.

Egli non bussa alla porta

per intimarci lo sfratto,

ma per riempire di luce la nostra solitudine.

Non entra in casa

per metterci le manette,

ma per restituirci il gusto della vera libertà.

Facci comprendere che Dio,

se ci guasta i progetti,

non ci rovina la festa;

se disturba i nostri sonni,

non ci toglie la pace.

E una volta che l’avremo accolto nel cuore,

saremo capaci di gesti ospitali verso i fratelli

e anche il nostro corpo

brillerà della Sua luce.

TESTI PER L'APPROFONDIMENTO

Dagli orientamenti per l'annuncio e la catechesi dei Vescovi Italiani (CEI): "Incontriamo Gesù"

47. Un grembo che genera alla fede

«Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli»: l’espressione paolina introduce il tema della maternità della Chiesa, – a cui Paolo aggiungerà anche la metafora paterna – per indicare una comunità che, su mandato del Signore e nella forza dello Spirito, genera alla fede.

La Chiesa si mostra madre proprio in quanto genera alla vita di Dio e alla fede cristiana: «Per trasmettere un contenuto meramente dottrinale, un’idea, forse basterebbe un libro, o la ripetizione di un messaggio orale. Ma ciò che si comunica nella Chiesa, ciò che si trasmette nella sua Tradizione vivente, è la luce nuova che nasce dall’incontro con il Dio vivo, una luce che tocca la persona nel suo centro, nel cuore, coinvolgendo la sua mente, il suo volere e la sua affettività, aprendola a relazioni vive nella comunione con Dio e con gli altri. Per trasmettere tale pienezza esiste un mezzo speciale, che mette in gioco tutta la persona, corpo e spirito, interiorità e relazioni. Questo mezzo sono i Sacramenti, celebrati nella liturgia della Chiesa».

I Vescovi guardano alla catechesi a servizio dell’iniziazione cristiana quale momento irrinunciabile, per cui avvertono la necessità di chiarirne termini, contenuti e collegamenti. La catechesi, infatti, è «elemento fondamentale dell’iniziazione cristiana ed è strettamente congiunta con i sacramenti dell’iniziazione, specialmente col Battesimo, “sacramento della fede”. La finalità dell’azione catechistica consiste precisamente in questo: favorire una viva, esplicita e operosa professione di fede. La Chiesa, per ottenere ciò, trasmette ai catecumeni e ai catechizzandi, la viva esperienza che essa ha del Vangelo, la sua fede affinché essi la facciano propria nel professarla».

74. Uomo e donna della memoria

Il catechista è persona della memoria e della sintesi: dottrina e vita, annuncio e dialogo, accoglienza e testimonianza di fede trovano in lui una vera esperienza di carità. «Chi è il catechista? È colui che custodisce e alimenta la memoria di Dio; la custodisce in se stesso e la sa risvegliare negli altri. La fede contiene proprio la memoria della storia di Dio con noi, la memoria dell’incontro con Dio che si muove per primo, che crea e salva, che ci trasforma; la fede è memoria della sua Parola che scalda il cuore, delle sue azioni di salvezza con cui ci dona vita, ci purifica, ci cura, ci nutre. Il catechista è proprio un cristiano che mette questa memoria al servizio dell’annuncio; non per farsi vedere, non per parlare di sé, ma per parlare di Dio, del suo amore, della sua fedeltà. Parlare e trasmettere tutto quello che Dio ha rivelato, cioè la dottrina nella sua totalità, senza tagliare né aggiungere. Il catechista allora è un cristiano che porta in sé la memoria di Dio, si lascia guidare dalla memoria di Dio in tutta la sua vita, e la sa risvegliare nel cuore degli altri». In tal senso il catechista è colui e colei che aiuta la persona a discernere e ad accogliere la propria vocazione come progetto di vita.


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